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Come si scopre la PROSTATITE?

Diagnosi Diagnosticare la prostatite è abbastanza facile anche senza l’istruzione medica:

Dolori lancinanti: o Nel basso addome, nello scroto; o nel perineo o nel pene;

– Disturbi urinari: o minzione frequente, bruciore dell’uretra; o la sensazione della “vescica non completamente vuota”; o difficoltà a urinare (flusso debole);

– Disturbi della funzione sessuale: o riduzione del desiderio sessuale; o deterioramento della durata e della qualità dell’erezione;

– Disturbo dell’eiaculazione: o eiaculazione precoce o problemi con il suo raggiungimento; o eiaculazione debole


In genere, l’iter diagnostico per l’individuazione della prostatite acuta batterica, e delle sue precise cause (il batterio scatenante) di origine, comincia da un accurato esame obiettivo e da un’attenta anamnesi; quindi, prosegue con la cosiddetta esplorazione rettale digitale (ERD) e la palpazione dei linfonodi inguinali; infine, termina con: esami del sangue, esami delle urine, analisi di laboratorio su un campione di liquido prostatico ottenuto dopo il massaggio della prostata, spermiocoltura, tampone uretrale, esame urodinamico, cistoscopia ed ecografia dell’apparato urinario. Il ricorso a una serie così articolata di indagini diagnostiche serve anche a escludere le condizioni dai sintomi simili alla prostatite acuta batterica (diagnosi differenziale).

Per venire a conoscenza di questa infezione ci sono cinque esami specifici a cui poterti sottoporre. Chiaramente, l’osservazione dei sintomi non è da escludere, in quanto è quella più evidente e può avvenire in maniera del tutto autonoma. Anzi, la maggior parte delle volte, gli esami seguono proprio dall’osservazione di un cambiamento fisico, specie durante la minzione o dalla comparsa di dolori durante i rapporti sessuali. Esame delle urine. Questo esame consente di analizzare i principali caratteri delle urine, quali densità, aspetto e colore, ma anche di segnalare la presenza di alcuni elementi che non dovrebbero comparire, come per esempio lo zucchero e le proteine; queste due componenti infatti, sono chiari indicatori che ci sia un’infiammazione in corso. Urinocoltura. E’ un esame molto utile per andare ad individuare i batteri definiti pericolosi all’interno delle urine. Grazie a questo esame è possibile venire a conoscenza del germe che ha provocato l’infezione delle vie urinarie o dell’apparato genitale. Il tampone uretrale. Questo esame viene eseguito inserendo un piccolo tampone nell’uretra del soggetto, utile per prelevare le secrezioni che andranno poi analizzate. Lo scopo del tampone uretrale è quello di identificare batteri nocivi ed aggressivi che causano infezioni all’apparato urinario e genitale.

Spermiocoltura. Questo test viene eseguito direttamente sul liquido seminale, motivo per il quale risulta essere molto più specifico di quello dell’urinocoltura. Il liquido seminale infatti, viene prodotto per il 40% dalla prostata, offrendo più possibilità di analizzare i batteri che colpiscono l’organo. L’ecografia. L’ultimo esame è la classica ecografia, che prevede il passaggio del braccio meccanico sulla zona interessata. Questo esame non viene prescritto per individuare i germi che intaccano la prostata, bensì per venire a conoscenza delle sue dimensioni, che solitamente tendono ad aumentare quando questa è infiammata.

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